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Tutto ruota intorno a due parole chiave: Anton, Coro.

Anton:   un ragazzo con una malattia rara, la distrofia muscolare di Duchenne; attorno a lui la sua famiglia, la ricerca di una cura, la necessità di trovare fondi per la ricerca.

Coro: un gruppo di persone che decide di sostenere Anton e la sua famiglia, esegue canzoni che parlano di solidarietà, aiutano a raccogliere fondi per la ricerca, sostengono le finalità di Parent Project.

Il valore di un coro è facile da comprendere: più persone di mettono insieme per eseguire, al meglio delle loro potenzialità e capacità, lo stesso brano. Studio, prove, ricerca dell’intonazione e dell’affiatamento, armonizzazione e cura delle voci; tutto finalizzato all’esecuzione migliore nella quale le tante voci diventano una cosa sola, diventano coro. Il coro Anton aggiunge un altro elemento di valore: si stringe intorno alla sofferenza di un ragazzo e della sua famiglia e diventa una parte importante per la sua cura.

Le canzoni del repertorio sono quasi tutte originali e scritte, in larga parte, da due genitori. Il primo è il papà di Anton. Le sue canzoni esprimono l’amore per il figlio, profumano di sensibilità, della capacità di cogliere in un sorriso, in una frase di Anton la speranza che spinge in avanti, a dispetto delle pur tante difficoltà e amarezze.

Il secondo, capace di grande e generosa intuizione, coglie nella sofferenza che ci circonda, le positività che ci guidano verso l’accoglienza, la partecipazione, la condivisione.

Il coro recepisce questo repertorio e lo partecipa: le voci che lo formano sono quelle di mamme e papà attenti al dolore e alla speranza degli altri genitori e degli altri figli. Il coro si trasforma nella ricerca di una società sensibile, attenta ai bisogni di tutti, capace di rallentare quando qualcuno si trova in difficoltà, in grado di accogliere tutti, senza alcuna distinzione e discriminazione.

Il coro Anton non è perfetto: ogni tanto le imperfezioni ci ricordano che il punto di arrivo richiede sforzo continuo, studio, ricerca, capacità di scalciare via le tante difficoltà che ingombrano la strada.

Richiede, in particolare, di non perdere mai di vista la sua “mission”, la capacità di diventare una voce sola nel campo della solidarietà e della ricerca.

Ricerca è un’altra parola chiave del coro Anton. È la ricerca di cui abbiamo appena parlato, il tentativo di proporre i valori di una società solidale. Ma, in particolare, è la ricerca scientifica che studia queste malattie, che ha bisogno di fondi perché, come sappiamo, le malattie che colpiscono una piccola percentuale della popolazione (le cosiddette “malattie rare”) non sono abbastanza remunerative per le case farmaceutiche.

Con le sue iniziative, concerti, spettacoli, partecipazione ad eventi a favore della Parent Project, il coro informa un numero sempre più largo di persone sull’attualità di questa malattia che porta il volto di questo ragazzo rappresenta non solo chi viene colpito dalla Duchenne, ma anche tutti gli individui che devono affrontare la sofferenza e hanno il diritto di non essere lasciati soli.