CHI SIAMO

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ANTON

Ciao sono Anton, quando mio papà mi ha proposto di fondare un coro con il mio nome, mi sono sentito un pò in imbarazzo: parlare di me e della mia malattia non era nelle mie corde. Poi però ho pensato che si deve aver coraggio ed entrare in gioco in prima persona se si vuole fare breccia nei cuori e raggiungere un obbiettivo. Il mio obbiettivo e quello di tutti i ragazzi come me è di combattere la distrofia muscolare e mantenere viva la speranza di raggiungere una cura. La musica unisce i cuori e un coro può coinvolgere tante persone. Avanti tutta Coro Anton!  Anton.   

CARLO

Ciao sono Carlo, il papà di Anton. Io e mio figlio ci siamo conosciuti nel lontano 2004 in Siberia, “…sotto i ghiacci degli Zar…”. Ci siamo incontrati, innamorati, adottati. Da lì una valanga di emozioni, compresa quella della distrofia muscolare. Ho imparato pian piano tenendomi per mano a mio figlio, alla mia famiglia ai miei amici. I miei amici sono qui in questo coro: un coro è camminare insieme, avere un’unica voce… La musica fa bene al cuore e lo apre a comprendere non solo i tuoi bisogni ma i bisogni degli altri. Devo ringraziare, chi vicino a me ha sostenuto la nascita di questo progetto…una delle cose più belle che ho fatto fino ad ora.  Carlo.        

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SUSANNA

Sono entrata nel coro Anton ad ottobre 2019. Sono arrivata in questo coro grazie ad una amica in comune con Susanna (si, siamo due Susanna). Al suo invito ero poco convinta, poichè far parte di un coro non è mai stata una mia aspirazione, ma…canzone dopo canzone e soprattutto dopo aver saputo quale è l’intento del coro, ho iniziato a sentirmi parte di questo gruppo. Arrivavo dal termine di un percorso molto intenso di volontariato ( sono stata soccorritore della Croce Verde del paese dove vivo), e quando ho deciso di lasciare questo ambiente ho provato una sensazione di vuoto, sensazione colmata poi da questo coro e la sua missione. Ora più che mai credo in questo coro, al messaggio che sta cercando di diffondere, ai cuori che vuole raggiungere, agli obbiettivi, alla divulgazione dell’inclusione. Mi sono sentita di nuovo utile per il prossimo e oltre a questo ho maturato delle belle e sincere amicizie, a volte capita di non capirsi, ma non succede in tutte le famiglie? Il coro è unione di voci e cuori.  Susanna C.           

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VALENTINA

Ho conosciuto il coro Anton un pò per caso…una sera di novembre del 2020, navigando su facebook mi apparve la loro pubblicità…quel nome…”Anton”, mi riportò subito indietro di qualche anno. Nel 2016 prestai servizio alla Uildm di Treviso, lì incontrai Anton e il suo papà Carlo. Assieme al post c’era una foto di gruppo e tra loro vidi proprio Carlo…cosi scrissi subito una mail. Da quel momento iniziò il mio percorso all’interno del coro, un gruppo di persone stupende con le quali condividere e supportare l’obbiettivo del coro.  Valentina.      

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SANDRA

Ho conosciuto il Coro Anton nel 2016 ed è stato un “colpo di fulmine”, anzi…per essere precisa, sono stata colpita da un “Raggio di sole”, titolo di una canzone del coro che ho ascoltato per la prima volta e che mi ha fatto pensare e decidere…Si, questo è il coro che fa per me e da subito mi sono affezionata. Mi piace cantare, ma cantare nel coro Anton non è il semplice cantare, perchè ognuno di noi in questo coro condivide con gli altri i propri stati d’animo, le proprie paure per condividere un obbiettivo comune. Grazie al coro ho imparato ad ascoltare e ad ascoltarmi e a vincere le mie incertezze. Giorni fa mi è capitato di leggere questa “definizione” di coro, la condivido con voi citandola: “Cantare in un coro è una forma di nutrimento. Ci si nutre delle energie altrui, ci si nutre del respiro altrui. E’ uno scambio, è qualcosa che riempie l’anima e il corpo.” Ecco…è proprio così, e canzone dopo canzone sto camminando insieme al coro sto crescendo con lui, sto cercando di promuovere la cultura della solidarietà e l’inclusione sociale attraverso la musica, attraverso le nostre canzoni canto e mi diverto. Sandra.   

FLora

FLORA

“Sono Flora, ho conosciuto per la prima volta il Coro Anton casualmente un pomeriggio passando per la piazza del teatro a Mogliano e notai il Professore Ilario e il gruppo fare le prove. Conoscevo già Ilario come ex professore dei miei figli e vedendo nel gruppo una mia amica mi sono incuriosita. Successivamente ho conosciuto le ragioni e la missione del coro e appena ne ho avuto la possibilità decisi di partecipare con grande entusiasmo che non è andato a sopirsi, anzi…è sempre andato in crescendo grazie alle persone che fanno parte di questo meraviglioso progetto.”       

Raffaela

Raffaella

“Sono Raffaella, faccio parte del coro Anton da quasi un anno. Ho conosciuto il coro tramite facebook e ho subito pensato che avrei potuto provare, così eccomi qua.”       

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Piero

Ciao sono Piero, la mia appartenenza al coro parte dal mio impegno da allenatore della squadra dei “Treviso Bulls”, è qui che gioca Anton, il giocatore alla quale il coro è dedicato. Il papà Carlo che ha creato questo coro per sostenere la ricerca sulla malattia di Duchenne, mi ha invitato a partecipare prima come percussionista, poi come voce maschile. Ho intrapreso questa avventura con entusiasmo e timore perché ho sempre desiderato cantare…ma tutti mi dicevano “stonato”! Ora i nostri grandi maestri, mi hanno insegnato che si tratta solo di recuperare una voce “incolta” attraverso l’esercizio, l’impegno e tanta passione. Piero

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ISABELLA

Un giorno mio figlio Paride mi disse: “Sai mamma un coro speciale mi ha chiesto di fare da direttore e da insegnante, con grande sorpresa ho conosciuto delle persone speciali, ma tu non verresti a cantare con noi?”. Come si fa a dire di no ad un figlio? È stato il più bel si che abbia mai detto. Isabella (ex corista)

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Serena

Mi chiamo Serena, e partecipo al Coro Anton fin dalla sua nascita. Da subito ho capito che le persone di questo gruppo erano speciali per la loro sensibilità, inclusività e accoglienza. Una grande famiglia che si riunisce per andare oltre al canto perché la musica è un mezzo per fare pensare le persone. Serena

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Mario

Mi chiamo Mario, ho cominciato a fare parte del coro nel 2019. Il coro l’ho conosciuto durante un concerto che fecero per i Treviso Bulls, squadra di hockey in carrozzina che sostegno e di cui fa parte Anton, inoltre questa squadra ha il suo inno che è cantato proprio da noi. Mario (ex corista)

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Raffaella

Perché canto nel coro Anton? Perché l’ho conosciuto per caso, ma credo fortemente che la Lingua dei Segni Italiana debba essere una lingua che possa aiutare altre realtà, perché da mamma caregiver che vive la disabilità è fondamentale che io possa aiutare come esempio, affinché il messaggio di unire le voci nella disabilità e nella ricerca porti agli obbiettivi importanti. La Lis è la lingua che parla mia figlia Lisa e dev’essere anche un veicolo per raccontare, far cantante e conoscere le canzoni del coro Anton a chi voce non ha ma vorrebbe cantare, perché sono canzoni che ci danno forza, ci tolgono le lacrime quando siamo tristi, ci uniscono e ci fanno sentire che anche noi possiamo fare, possiamo aiutare altre realtà e possiamo essere come gli altri cantando con le mani e i loro movimenti. Una lingua che per molti non appare essere una lingua. Ecco il mio motivo perché nel mio piccolo sto contribuendo a fare parte del coro. Raffaella (ex corista)

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